103) Popper. La tolleranza e i suoi limiti.
Popper parte da Voltaire, che fonda la tolleranza
sull'imperfezione umana per cui dobbiamo perdonarci gli uni gli
altri, ma egli osserva anche che alla tolleranza ci sono dei
limiti e ne enumera tre. Segue la distinzione fra relativismo e
pluralismo critico. Egli infine riassume i suoi ripensamenti sulla
tolleranza dopo i fatti che la storia ci ha posto davanti in
questo secolo.
K. R. Popper, Toleration and intellectual responsability
[Tolleranza e responsabilit intellettuale] (vedi manuale pagine
328-332).

 Il titolo della mia lezione Tolleranza e responsabilit
intellettuale allude ad una tesi di Voltaire, il padre
dell'Illuminismo, un argomento a favore della tolleranza. Voltaire
si chiede: Che cos' la tolleranza? e risponde (traduco
liberamente):
La Tolleranza  la necessaria conseguenza della comprensione
della nostra imperfezione umana. Errare  umano e a noi questo
capita continuamente. Perci perdoniamoci gli uni gli altri le
nostre follie. Questo  il primo principio del diritto naturale.
Qui Voltaire fa appello alla nostra onest intellettuale: noi
dobbiamo ammettere i nostri errori, la nostra imperfezione, la
nostra ignoranza. Voltaire conosce benissimo che i fanatici
esistono. Ma la loro convinzione  veramente onesta? Hanno essi
onestamente esaminato se stessi, ci in cui credono e le ragioni
per sostenere ci di cui sono convinti? E non  l'attitudine
all'autocritica una parte dell'onest intellettuale? E non ha il
fanatismo spesso cercato di negare la nostra non ammessa
incredulit, che abbiamo represso, e talvolta ne siamo solo
parzialmente consci?.
Voltaire si appella alla nostra modestia intellettuale; e
soprattutto il suo appello alla nostra onest intellettuale fece
una grande impressione sugli intellettuali del suo tempo. Mi
piacerebbe riaffermare qui il suo appello.
La motivazione data da Voltaire in favore della tolleranza  che
noi dobbiamo perdonarci gli uni gli altri le nostre follie. Ma una
follia comune come quella della intolleranza Voltaire trova giusto
che sia difficile da tollerare. Invero  qui che la tolleranza ha
i suoi limiti. Se noi concediamo all'intolleranza il diritto di
essere tollerata, allora noi distruggiamo la tolleranza, e lo
stato di diritto. Questo  stata la sorte della Repubblica di
Weimar.
Ma a parte l'intolleranza, vi sono ancora altre follie che noi non
dovremmo tollerare; soprattutto quella follia che fa s che gli
intellettuali seguano le ultime mode; quella follia che ha spinto
molti scrittori a adottare uno stile oscuro e che vuole
impressionare, quello stile criptico che Goethe ha criticato in
modo cos radicale nel Faust (per esempio la tavola della
moltiplicazione delle streghe). Questo stile, lo stile delle
parole grandi e oscure, delle parole pompose ed incomprensibili,
questo modo di scrivere non dovrebbe affatto essere ammirato e
neppure tollerato dagli intellettuali. Esso rende possibile quella
filosofia che  stata descritta come relativismo; una filosofia
che porta alla tesi che tutte le tesi sono intellettualmente pi o
meno difendibili. Tutto  accettabile! Cos il relativismo porta
all'anarchia, alla mancanza di leggi, e al dominio della violenza.
L'argomento da me scelto Tolleranza e responsabilit degli
intellettuali mi ha portato alla questione del relativismo.
A questo punto mi piacerebbe confrontare il relativismo con una
posizione che  quasi sempre confusa col relativismo, ma che
invece  totalmente differente da esso. Io ho spesso descritto
questa posizione come pluralismo, ma ci ha semplicemente portato
a questi fraintendimenti.
Pertanto lo caratterizzer qui come pluralismo critico. Il pi
confuso relativismo, che sorge da una scadente forma di
tolleranza, porta al dominio della violenza, il pluralismo critico
pu contribuire a tenere la violenza sotto controllo.
Allo scopo di distinguere il relativismo dal pluralismo critico,
l'idea di verit  di cruciale importanza. Il relativismo  la
posizione che tutto pu essere affermato, o praticamente tutto.
Tutto  vero, o niente  vero. Pertanto la verit  un concetto
senza significato.
Il pluralismo critico  la posizione che, nell'interesse della
ricerca della verit, per tutte le teorie, le migliori in
particolare, dovrebbe essere favorita la competizione con tutte le
altre teorie. Questa competizione consiste nella discussione
razionale delle teorie e nell'eliminazione critica. La discussione
dovrebbe essere razionale - e ci significa che dovrebbe avere a
che fare con la verit delle teorie in competizione: la teoria che
sembra avvicinarsi di pi nel corso della discussione critica  la
migliore; e la teoria migliore rimpiazza la teoria pi debole.
Pertanto la questione in gioco  quella della verit.
K. R. Popper, In search of a better World [Alla ricerca di un
mondo migliore],
Rodledge, London-New York, 1992, pagine 190-191 [traduzione di G.
Zappitello].
